Digitalizzazione

La documentazione fotografica su lastra di vetro e pellicola e su tampe originali è stata digitalizzata e memorizzata in file di immagini gestiti con sistemi informatici.digitalizzazione

Questa importante operazione del progetto “Fotografia e industria” offre diversi vantaggi:

- riduce la manipolazione degli originali a favore di una loro conservazione più duratura, consentendo la consultazione delle immagini in digitale;

- rende più efficiente la visualizzazione, anche ad alta risoluzione, delle immagini attraverso opportune tecnologie informatiche;

- amplia la possibilità di fruizione dei contenuti da parte di una utenza sempre più ampia, sfruttando le potenzialità del web;

- facilita l’invio telematico delle immagini per le finalità più diverse (studio, ricerca, pubblicazioni, ecc.);

- garantisce una maggior sicurezza nella salvaguardia delle immagini all’interno di politiche sul disaster recovery.

Le attrezzature

Per il progetto “Fotografia e Industria” sono stati acquistati due scanner piani con coperchio retroilluminato (per la scansione di fotografie su supporto trasparente), con area di scansione massima fino al formato A3. Entrambi gli scanner sono dotati di luce fredda priva di emissioni IR/UV e si caratterizzano per una densità ottica di Dmax=3,8/4, in grado di riprodurre un’ampia gamma tonale dell’immagine.  Le postazioni grafiche si contraddistinguono per la presenza di monitor professionali in grado di riprodurre il 98% dello spazio colore AdobeRGB e, dunque, garantire un’alta affidabilità di rappresentazione dell’immagine. Infine, uno storage server (NAS), con ridondanza RAID5, è utilizzato come repository.

I criteri di digitalizzazione

catalogazione

Per la scansione si sono seguiti i principi della Normativa per l’acquisizione digitale delle immagini redatta dall’ICCD- Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Sono state prodotte due immagini master ad alta risoluzione (livello A): una della fotografia nella sua interezza per conservare tutte le informazioni archivistiche in essa contenute (segnatura sui bordi, data ecc.) e una scontornata per una visualizzazione più idonea al supporto informatico.

Da queste due immagini primarie sono state derivate due copie a bassa risoluzione, destinate alla consultazione via web (livello B).

Per le immagini master si è garantita una dimensione minima di 3072x3072 pixel a colori in formato TIF 24bit RGB.

Per le immagini a bassa risoluzione si è scelta una conversione in formato JPG in toni di grigio 8bit e di dimensione massima 1024x1024 pixel, con ottimizzazione dei livelli per finalità di consultazione (ove possibile).

La risoluzione ottica è stata ricalcolata sulla base delle dimensioni del supporto originale. I file di immagine sono stati nominati con il numero di inventario del documento originale a sei cifre, che funge da chiave per il collegamento con le schede catalografiche.

La manipolazione

Le lastre e le pellicole sono conservate in buste all’interno di scatole di cartone collocate in armadi metallici. Le scatole sono state prelevate in ordine sequenziale per essere poi posizionate in prossimità dell’area di lavoro. Un operatore con guanti in cotone ha estratto le singole fotografie adagiandole sul piano dello scanner e, ove possibile, all’interno di una “maschera” in plastica. Al termine della scansione le fotografie sono state reinserite nelle relative buste e quindi ricollocate nelle scatole e nell’armadio di conservazione.

Controllo e archiviazione

Al termine della digitalizzazione del materiale di ogni scatola, le immagini ad alta risoluzione sono state sottoposte a controllo qualitativo e archiviate in formato digitale su supporti ridondanti. Periodicamente sono state generate le immagini JPG a bassa risoluzione per la consultazione.  Inoltre, al termine di ogni settimana di lavoro, un’ulteriore copia delle immagini è stata riversata su disco fisso esterno, conservato in un luogo differente rispetto alla infrastruttura principale, in modo da garantire un maggior livello di sicurezza.

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